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Antigone

di Jean Anouilh

Il dramma in un atto unico, scritto nel 1942 e rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1944, è ispirato all'omonima tragedia di Sofocle. Composto durante l'occupazione nazista della Francia, rielabora il mito adattandolo alla situazione storica vissuta dall'autore. Il debutto fu un insuccesso e suscitò un dibattito tra chi vi leggeva una difesa dell'ordine costituito e chi, al contrario, vi intravedeva un messaggio di ribellione, che dava risalto all'opposizione tra individuo e potere pubblico.

Narra che Creonte, re di Tebe, vieta di dare sepoltura a Polinice, accusato di tradimento perché ha tentato di assediare la città. Antigone, sorella di Polinice, si ribella e viola la legge imposta da Creonte. La mancata conciliazione tra i due personaggi porterà a un tragico epilogo. Nella rilettura del mito, la ricchezza di sfumature contrastanti dei protagonisti (Creonte tenero eppure implacabile, Antigone combattiva e nel contempo fragile) attualizza la tragedia e ci esime dal giudizio ponendoci di fronte a... un diritto violato/un gesto inutile, un desiderio di autoaffermazione, la ragion di stato, l'ineluttabilità del destino, le schiaccianti responsabilità di governo, il non voler capire, il non poter capire, il diritto al silenzio.

 


 

Recensioni

"Diritto, desiderio e regole. L'Antigone di Perraro convince e sa far riflettere"- Il Giornale di Vicenza - 5 febbraio 2019

 

2019  Compagnia Teatrale La Ringhiera di Vicenza